Justice is truth in action. La giustizia è verità in azione. (Benjamin Disraeli)

Strumenti alternativi al giudizio per risolvere problemi con le assicurazioni

03 giugno 2026

Problemi con l'assicurazione? Ecco come risolverli!


Quando si ha un problema con la propria compagnia assicurativa o con un intermediario – che si tratti di un indennizzo negato, di una polizza che improvvisamente non copre il danno o di risposte che non arrivano mai – il primo pensiero è spesso lo stesso: Ora mi tocca fare causa.
L'idea di finire in tribunale, però, spaventa: i tempi sono lunghi, i costi alti e lo stress è assicurato.
Fortunatamente, esistono due strumenti alternativi (tecnicamente chiamati stragiudiziali) che permettono di risolvere le controversie in modo rapido, economico.
Vediamo insieme come funzionano e come usarli a nostro vantaggio:
Il Passaporto Obbligatorio: Il Reclamo alla Compagnia

Prima di attivare qualsiasi altra procedura, c'è un passo preliminare da cui non si può prescindere: inviare un reclamo formale direttamente alla Compagnia o al broker.

Come si fa: Si compila il modulo online sul sito dell'assicurazione, oppure si scrive un testo di proprio pugno inviandolo via PEC all'Ufficio Reclami (l’indirizzo solitamente è sul sito della Compagnia e per essere certi che sia quello corretto si può controllare sul portale dell'IVASS). Per il reclamo al broker, è sufficiente una PEC all’indirizzo, che dovrebbe essere pubblicato sul sito. La PEC deve necessariamente essere inoltrata da un indirizzo PEC e non dalla posta ordinaria; se non è possibile, è necessario inoltrare una raccomandata a.r.

La regola dei 45 giorni: La compagnia ha l'obbligo di risponderti entro 45 giorni. Se la risposta non arriva o se è negativa si può procedere oltre, presentando il ricorso all’IVASS o all’AAS.
Opzione 1: Il ricorso all'IVASS (L'Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni)
L'IVASS è l'istituto che vigila sui comportamenti delle assicurazioni. Non è un giudice, quindi non emette sentenze su chi ha torto o ragione, ma ha un enorme potere di pressione.
Quando si usa: Per segnalare comportamenti scorretti (violazione delle regole di trasparenza, correttezza e diligenza), sia nel caso di contratti già firmati che di trattative non ancora concluse.
Come funziona: È completamente gratuito. Deve contenere una lamentela circostanziata del comportamento che si ritiene irregolare ed essere presentato tramite un modulo predisposto sul sito dell’Istituto stesso, da consegnare a mezzo PEC (tutela.consumatore@pec.ivass.it, solo da caselle di Posta Elettronica Certificata), posta elettronica ordinaria (email@ivass.it), posta ordinaria (IVASS-Servizio Tutela del
Consumatore, Via del Quirinale, 21 00187 Roma) o fax (06.42133206).
L'IVASS contatta la Compagnia chiedendo chiarimenti immediati e
invitandola a fornire riscontro al reclamante. Se l'assicurazione fornisce una risposta esauriente o accoglie le richieste del reclamante, la procedura si conclude senza ulteriori strascichi. Diversamente, se la Compagnia non risponde in modo esauriente o la risposta è scorretta, l’Ivass commina delle sanzioni, pubblicate sul proprio sito. Per questo motivo, le Compagnie tendono a riesaminare la pratica molto velocemente, pur di evitare guai.


La prova sul campo: l'esperienza del nostro Studio Solo dall'inizio di quest'anno, abbiamo assistito due clienti nella presentazione dei reclami all'IVASS. Il risultato? In entrambi i casi la Compagnia ha fatto marcia indietro:
1. Nel primo caso, ha pagato l'integrazione del risarcimento che precedentemente continuava a negare.
2. Nel secondo caso, su esortazione dell'IVASS, ha riaperto un sinistro che aveva frettolosamente chiuso, negando l'operatività della polizza.


Opzione 2: L'Arbitro Assicurativo (AAS)
È la vera novità, operativa dal 15 gennaio di quest'anno. A differenza dell'IVASS, l'Arbitro entra nel merito di chi ha ragione e chi ha torto.

Quando si usa: Solo per contratti già stipulati o legati alla vendita della polizza. Ha un costo di soli 20,00 euro e si gestisce interamente online tramite il portale www.arbitroassicurativo.org.
I paletti da conoscere: Non puoi usarlo, ad esempio, se sono passati più di 12 mesi dal reclamo alla Compagnia, per fatti verificatisi non oltre tre anni precedenti alla presentazione del reclamo stesso, se servono perizie tecniche complesse o testimoni, o se si superano certi limiti di valore (ad esempio, per il risarcimento diretto RC Auto il limite è di 2.500 euro).
Come decide: Dopo uno scambio di documenti scritti tra il soggetto reclamante e l’assicurazione, l'AAS decide entro 90 giorni (prorogabili a 180).
La gogna pubblica; per chi non paga: La decisione dell&'Arbitro non è vincolante come una sentenza, ma se la Compagnia non adempie alla decisione dell’Arbitro entro 30 giorni, la notizia dell’inadempimento viene pubblicata sul sito dell'AAS (per 5 anni) e sul sito della Compagnia stessa (per 6 mesi). Un danno d'immagine enorme che le assicurazioni cercano
di evitare.

Nota: Se la decisione dell'AAS non ti soddisfa, sei sempre libero di abbandonare la procedura e rivolgerti al Giudice ordinario.


In conclusione: perché conviene?
Il legislatore ha creato queste due strade per evitare di intasare i Tribunali, offrendo ai cittadini soluzioni efficaci, rapide e decisamente più economiche.
Se ci si trova in una situazione di stallo con l’assicurazione, non bisogna arrendersi al primo nogli strumenti per farsi valere ci sono e, come dimostrano i casi reali gestiti dal nostro Studio, funzionano concretamente.

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